Supporti informatici per il recupero cognitivo di persone con Sindrome di Down
di Claudia Valentini
 
 
INFORMATICA A SCUOLA

Il computer e le tecnologie multimediali si stanno sempre piu' affermando come un potente mezzo per rendere piu' efficace il processo di insegnamento/apprendimento; il mondo della multimedialita', infatti, puo' apportare notevoli vantaggi nel settore dell'istruzione scolastica, sia essa scuola dell'obbligo o grado superiore.
Le tecnologie informatiche dovrebbero essere considerate non solo come mero strumento della didattica delle diverse discipline, ma anche essere sfruttate al pieno delle loro potenzialita', quindi anche per la portata intrinseca dei linguaggi e degli aspetti logico comunicativi della multimedialita'.
Il computer, nel caso di persone in situazione di handicap/svantaggio, offre vie vicarianti alle condizioni di insufficiente o mancata trasmissione delle informazioni sia per quel che concerne l'emittente, che dal versante del ricevente. La multimedialita' infatti offre enormi possibilita' poiche' mette in contatto diversi canali, sensoriali e motori, che prima erano separati.
L'informazione (da alcuni definita "la quinta dimensione") e' l'ordine delle parti di un sistema, e' la struttura delle leggi di un sistema in cui la corrispondenza fra i diversi elementi e l'apertura agli elementi di altri sistemi diviene comunicazione. Quando le informazioni divengono comunicazione possono essere manipolate gestite in diverse maniere, vengono trasmesse attraverso diversi linguaggi, vengono conservate, diffuse, replicate, vanno in altre parole a costruire mondi culturali: la cultura.
Stretta correlazione esiste infatti tra i piani dell'informazione, della comunicazione e dell'educazione: queste tre aree concorrono a formare un quadro complesso della dimensione culturale in cui l'educazione puo' essere considerata una forma di comunicazione orientata in modo funzionale alla crescita autonoma della persona, alla realizzazione del suo equilibrio psicofisico, alla sua crescita intellettuale e morale, il tutto nello scenario della societa' in cui viviamo. Le strumentazioni multimediali non consentono quindi il solo accesso alle informazioni, ma anche l'azione sul mondo con mezzi sempre piu' sofisticati.
Il computer e' presente in classe non solo per permettere ad ogni alunno la ricezione di stimoli piu' o meno complessi, ma soprattutto per imparare a rispondere a questi in maniera congruente ed efficace. Con il computer multimediale il ragazzo, sia egli in situazione di handicap/svantaggio o meno, ha diretto accesso alla fonte delle informazioni, si giova di messaggi molto piu' efficaci, per velocita' e profondita', puo' condividere a vari livelli il proprio vissuto, i propri saperi, in poche parole, la propria dimensione culturale.
L'alfabetizzazione diventa quindi un antidoto alle emarginazioni, alla separazione delle culture e, per quel che concerne il mondo del'handicap, puo' rivelarsi uno strumento di fattiva ed efficace integrazione.

 

SOFTWARE EDUCATIVO: DALLA FRUIZIONE ALLA PRODUZIONE


Il software educativo oggi disponibile ha raggiunto un buon livello di sofisticazione e di sfruttamento delle risorse multimediali esistenti: esercizio, giochi, simulazioni, problem posing e solving, creativita' grafica e musicale interagiscono in ottica interdisciplinare.
L'edutainment, come i gergo multimediale viene definito il software educativo, offre attualmente un variegato panorama di prodotti, che possono essere impiegati nella didattica delle diverse aree formative a diversi livelli di apprendimento e potrebbero essere distinti grossomodo in:
- Esercitazioni con l'ausilio del computer: software studiato per girare sulle "macchine per insegnare", che presenta procedure consimili al solito processo di insegnamento-apprendimento sequenziale con frequenti ripetizioni dei concetti e rinforzo positivo delle risposte esatte ad una data domanda;
-Giochi di simulazione: l'allievo gestisce le variabili legate alle caratteristiche ed al funzionamento di esercizi e simulazioni realizzati dal computer;
-Giochi con finalita' didattiche: strategie di problem solving sotto forma di giochini sempre piu' complessi e raffinati, con la finalita' di esercitare talune abilita' in contesto ludico;
-Applicazioni software in senso stretto: word processors per la scrittura e l'elaborazione di testi, archivi (i c.d. Data-base), fogli elettronici per la tabulazione di dati ed il calcolo a matrice, programmi di grafica, di animazione, di produzione e modificazione sonora, Photo morphing per la modificazione delle immagini, e chi piu' ne ha, piu' ne metta,...
-Ipertesti: ambienti interattivi strutturati in modo reticolare, che permettono accessi multipli e diversificati alle informazioni, siano esse testi, immagini, animazioni, grafici, con numerose ramificazioni e percorsi di apprendimento molteplici ed individualizzati.
Ma vediamo quali possono essere le principali modalita' di sfruttamento del software educativo nel campo dell'uso didattico delle strumentazioni informatiche (in inglese CAI: Computer Assisted Instruction).
Programmi drill and practice: Programmi che gestiscono la somministrazione di esercizi "strutturali", in cui le variabili sono graduate gerarchicamente procedendo dall'item piu' semplice al piu' complesso e che presentano, al termine di ogni sessione di lavoro, messaggi di feedback e rinforzo. Sono dinamici e procedurali.
Gli insegnanti usano un software pre-esistente specifico per gli alunni che vi si esercitano in modo individuale ed autonomo
Linguaggi-autore: Permettono ai docenti di costruirsi loro programmi ed applicazioni software e didattico, con il vantaggio di personalizzare ed individualizzare gli interventi.Il computer diviene uno strumento che aiuta l'insegnante a migliorare l'obiettivita' del proprio pensiero fornendogli nel contempo un nuovo media comunicativo.
Alunno - programmatore: In questo caso sono gli stessi ragazzi a generare software usando linguaggi intuitivi e ricorsivi in modo pressoche' autonomo. Gli allievi sviluppano gradatamente una logica algoritmica e sintetica di manipolazione dei dati.Si perviene quindi al concetto di CAI, che integra tutto questi passi in una modalita' di uso multi-livello e pervasivo del computer in ambito scolastico: l'istruzione assistita dal calcolatore significa rendere il computer un compagno del allievi, che partecipi con loro alle varie fasi del processo di apprendimento, aiutandoli sia nella progressione delle abilita', che velocizzando i processi di feedback e transfer degli apprendimenti.

Nel caso degli alunni in situazione di handicap/svantaggio, il software applicativo multimediale puo' risultare efficace per la sua complementarita' ed interattivita', puo' divenire essenziale in quanto capace di manipolare le informazioni e di renderle piu' accessibili e dominabili, mentre sviluppa le modalita' di pensiero dal concreto all'astratto e dal manipolativo al simbolico.

SUPPORTI INFORMATICI PER ASSISTERE E MEDIARE L'APPRENDIMENTO DI PERSONE IN SITUAZIONE DI HANDICAP

Forse il campo dell'handicap e' quello in cui le nuove tecnologie dell'informazione ed i nuovi media offrono notevoli vantaggi, perche' quello delle componenti hardware e delle applicazioni software e' un settore in continua espansione ed in continua ricerca di sempre piu' raffinati mezzi di ausilio a chi presenta problemi o disabilita'.
Mi spiego meglio: fino a qualche anno fa, una persona che, per patologie contingenti o per eventi invalidanti perdeva l'uso della vista, ovvero che non poteva parlare, o a causa di una malattia del sistema nervoso o di una paralisi non poteva esercitare il controllo dei propri arti, doveva necessariamente dipendere, in tutto o in parte, dal suo prossimo, oppure rinunciare, nella migliore delle ipotesi di lavoro, ad attivita' quali leggere, scrivere, comunicare ed interagire con il mondo che lo circondava.
Nell'ottica dell'alfabetizzazione culturale e dello sviluppo di strategie metacognitive, fondamenti dell'integrazione dei soggetti in situazione di handicap, si potrebbe a questo punto definire la collocazione dell'informatica ai fini dell'accesso da parte di ogni soggetto alle strumentazioni ed alle applicazioni oggi disponibili: l'alfabetizzazione informatica dei disabili diventerebbe un ulteriore "strumento di cambiamenti strutturali" nell'alunno in situazione di handicap-svantaggio.

POTENZIALITA' DELL'USO DI SUPPORTI TELEMATICI AI FINI DEL RECUPERO FUNZIONALE IN AMBITO DIDATTICO DEI SOGGETTI IN SITUAZIONE DI HANDICAP

nella didattica
Praticita' di impiego
  economicita' nel tempo e nello spazio
opzioni di auto-apprendimento e auto-correzione
avvio all'autonomia
Potenziamento della motivazione ad apprendere con l'offerta di:
  uno strumento nuovo
avanguardia tecnologica
competenza alternativa
facilitazione dei processi di insegnamento/apprendimento
  velocita'
immediatezza feedback
uso simultaneo di diversi media
Equipollenza di opportunita'
  riduzione del divario normalita'-diversita'
uguaglianza dei risultati
nel recupero funzionale
  recupero delle funzioni colpite dal deficit
canalizzazione del potenziale verso le abilita' residue
impostazione di atteggiamenti di autonomia

Bisogna innanzitutto premettere che, nel caso di persone in situazione di handicap/svantaggio, queste possono presentare disabilita' differenziate, che comportano, a loro volta, un diverso approccio alle strumentazioni informatiche ed inoltre la necessita' di porsi diverse finalita' nell'uso di supporti hardware e/o di applicazioni software: assistere i disabili che necessitano di strumentazioni vicarianti e mediare i rapporti tra individuo e mondo esterno e di qui i processi di insegnamento/apprendimento.
Seppure lentamente ed ancora in maniera non facilmente affrontabile a livello economico, grazie alla notevole semplificazione delle tecnologie, alla diffusione sempre piu' capillare delle strumentazioni multimediali, i soggetti in situazione di handicap possono usufruire di utili supporti di aiuto ed, ancor piu' frequentemente, di media di comunicazione e di interazione con gli altri.
Il computer, per tutte quelle motivazioni che abbiamo fin qui esaminato, aiuta a scoprire strategie di comprensione di particolari comportamenti o di singole abilita', rende anche l'alunno disabile capace di adottare un atteggiamento realistico e positivo nei confronti delle problematiche quotidianamente incontrate, questi puo' trovare una piu' agevole via di accesso alla cultura, che potremmo considerare come una dimensione cruciale nel conseguimento di una effettiva integrazione sia nel gruppo dei pari, che nella piu' vasta compagine sociale.
L'alfabetizzazione informatica rende agevole anche questo cammino: per soggetti con problemi di ritardo cognitivo, ad esempio, il computer diviene gratificante e coinvolgente perche' facilita l'acquisizione delle capacita' di base, sia nella scrittura che nel calcolo, ed elimina totalmente i problemi di inadeguata resa grafica di quanto prodotto.
Bisogna a questo punto fermarci a riflettere sulle implicazioni che quanto detto finora comporta: non e' l'alunno che si serve del computer (anche se apparentemente sembra sia cosi') ne', tanto meno, che impara dal computer: e' l'insegnante che si serve di questo apparecchio per interagire didatticamente con il bambino. Ma per far questo egli deve essere in grado di dominare la macchina, ovvero di gestirla e adattarla al proprio progetto didattico: obiettivi, contenuti, linguaggio, tempi, verifiche... Fondamentale diviene naturalmente la scelta dei programmi e la loro modalita' di somministrazione.
Mentre l'hardware (ovvero gli apparecchi) acquista grande importanza per l'handicap visivo o motorio, spesso, infatti, e' necessario integrare il computer standard con periferiche specifiche (tastiera speciale, barra Braille...) adatte all'utente, per quel che concerne il ritardo mentale dobbiamo focalizzare la nostra attenzione sulle applicazioni software e finalizzarle ai nostri obiettivi didattici e formativi.
L'uso del computer aiuta i ragazzi disabili ad apprendere sistematicamente le abilita' di lettura e scrittura perche' presenta in sequenze graduabili e reiterabili all'infinito esercizi di riconoscimento, prima sulla tastiera e poi sullo schermo, delle lettere, quindi dei gruppi sillabici, poi delle frasi, fino alla costruzione di un testo completo. Anche il percorso dal significato globale al simbolo grafico e' possibile, mediante applicazioni che permettono l'identificazione dei significati dei testi attraverso la compresenza di piu' media comunicativi e l'uso estensivo di immagini ed animazioni, che rendono particolarmente gradito l'esercizio di lettura e di comprensione globale del testo e guidano, lentamente, alla scoperta dei simboli che sottostanno alla creazione delle parole e delle frasi.
Le strumentazioni oggi disponibili rendono particolarmente agevole l'accesso al testo scritto poiche' sono in grado di alterare i parametri di grandezza, luminosita', velocita' di presentazione delle singole parole o perfino delle lettere, e pertanto eliminare tutti quei problemi legati al difficile accesso delle informazioni presenti su supporti cartacei.
Nell'area logico-matematica il computer si rende particolarmente utile perche' permette di ripercorrere, con la strategia del gioco, tutte le tappe che, dalla manipolazione, portano al pensiero simbolico astratto: la macchina opera le astrazioni, il disabile opera i giochi, siano essi di abbinamento, seriazione, completamento, classificazione, ovvero, piu' specificamente, gioca con programmi che presentano le sequenze numeriche in ordine progressivo e regressivo, il conteggio, i meccanismi delle quattro operazioni, problemi da risolvere a diversi gradi di complessita'.
Il computer diventa cosi' un'indispensabile strumento di elaborazione e di strutturazione del proprio pensiero, un "aiutante" che risponde velocemente alle sollecitazioni ma che si rifiuta di collaborare se il comando dato e' incoerente o inesatto: il disabile viene messo davanti alle sue responsabilita' nell'uso del computer, perche' esso e' comunque una macchina che va comandata secondo le sue regole.
Arriviamo cosi' all'area socioaffettiva ed all'avvio all'autonomia. Ragazzi con ritardo mentale vivono la vita di relazione con un senso di passivita': il computer costringe l'utente a interagire, altrimenti non procede, il computer inoltre e' un simbolo di efficienza, perche' permette anche al disabile di essere in tempi veloci utile agli altri, sia scrivendo testi su un word processor, sia integrando su un unico testo piu' informazioni fornite dal gruppo-classe, sia producendo immagini, suoni, animazioni a partire dall'inserimento di semplici parametri numerici, sia offrendo una finestra luminosa per guardare, agire, riprodurre il mondo esterno.

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Tutte le grafiche, i testi, i contenuti multimediali © Claudia Valentini 1997-2003