


RISULTATI DELLA RICERCA
Analisi dei dati sociolinguistici
Dati relativi alla situazione scolastica



Nell'esaminare i dati relativi alla situazione scolastica relativa
ai bambini appartenenti al nostro gruppo, bisogna innanzitutto dare
un quadro generale della presenza di bambini stranieri nell'insieme
del sistema scolastico elementare del Comune dell'Aquila.
La distribuzione dei soggetti da noi reperiti nell'ambito dei differenti
Circoli Didattici e nei singoli plessi, ci mostra che, su una popolazione
scolastica totale di 3505 alunni nell'intero Comune, e, nello specifico
delle scuole interessate al fenomeno della presenza di alunni stranieri,
su una popolazione di 1026 unità, vi sono solo 21 bambini che
richiedono un intervento linguistico differenziato (il 6,1% della
popolazione scolastica dell'intero Comune e il 2% della popolazione
relativa alle scuole elementari contattate).
Più precisamente, nella scuola elementare De Amicis, appartenente
al Primo Circolo, i bambini stranieri sono poco più dell'1%
rispetto alla popolazione totale, sono bambini di differenti etnie,
tre di questi, fratelli, a causa della differente fascia d'età
e del diverso periodo di arrivo, nonostante l'appartenenza allo stesso
ceppo linguistico, sono stati inseriti in classi diverse; nelle scuole
elementari del Secondo Circolo, S. Barbara e S.Sisto, i bambini stranieri
sono l'1,5%, nella scuola di S. Barbara sono presenti due fratelli
adottivi di identica provenienza geografica, pervenuti in Italia nello
stesso periodo e di analogo iter scolastico, i quali sono tuttavia
inseriti in due classi differenti;nella scuola di Paganica, appartenente
al Quarto Circolo, sono presenti l'1,8 % di bambini stranieri, provengono
tutti dalla stessa area geografica, tre di questi hanno la stessa
età, non vi è stato comunque nessun accorpamento in
seno alla medesima classe;nelle scuole di Pile e Villa Gioia, relative
al Quinto Circolo Didattico, i bambini sono il 2% della popolazione
totale, provengono da differenti ambiti linguistici ed hanno età
e periodi di arrivo differenziati;
ad Aragno e Colle S. Giacomo, facenti parte del Settimo Circolo, i
bambini stranieri sono l'1,75%, sono di differenti etnie e sono dislocati
nei due diversi plessi nel numero di uno ad Aragno e uno a Colle S.Giacomo;infine
nella scuola di Civita di Bagno del Nono Circolo Didattico sono iscritti
il 7,2% di bambini stranieri: sono fratelli provenienti dallo stesso
Paese, pervenuti in Italia contemporaneamente, sono tuttavia inseriti
in classi diverse per una elevata differenza di età.
Stabilito che gli alunni frequentanti le scuole del Comune dell'Aquila
provengono da innumerevoli, diversi ambiti territoriali e linguistici,
resta da esaminare l'età in cui è avvenuto l'arrivo
in Italia poiché da questa dipende il livello di scolarizzazione,
che almeno ipoteticamente, dovrebbe essere stato raggiunto nelle istituzioni
scolastiche all'estero.
Nessun bambino appartenente al gruppo è giunto in Italia nella
prima infanzia, il 19% è pervenuto al tempo della frequenza
alla scuola materna, il 28,6% è stato scolarizzato in Italia,
essendo arrivato in concomitanza con il primo ingresso nella scuola
elementare, un numero maggiore, il 38% è giunto in Italia durante
le scuole elementari e il 14,4% è iscritto nelle scuole del
comune dell'Aquila da meno di un anno scolastico.
Precedentemente all'arrivo in Italia, solo il 45,5% aveva una scolarità
pregressa: il 4,75% aveva frequentato la scuola dell'infanzia, il
33,4% erano in possesso di titoli di studio parificabili al nostro
livello d'istruzione elementare, solo il 4,7% proveniva dalle scuole
medie, ma la maggioranza dei bambini non aveva avuto una precedente
istruzione (57%).
Attualmente il 19% frequenta la classe Prima, il 28,6% la Seconda,
la maggioranza, il 33,4% è inserito in Terza, solo il 9,5%
nella Quarta ed altrettanti la Quinta elementare. Non ci sono casi
di anticipo scolastico, mentre, al momento dell'iscrizione nelle scuole
aquilane, ben il 62%, la maggioranza dei bambini, è stato inserito
in classi inferiori per età o per scolarità pregressa,
solo il 38% è iscritto e frequenta la classe adeguata.
Nel 38% dei casi sono stati effettuati interventi di recupero linguistico,
sia al momento del primo ingresso nelle scuole italiane, sia con progetti
a lungo termine attuati nelle ore di compresenza dell'orario modulare.
Fra i teams modulari contattati c'è stato solo un caso in cui
si sono attuati interventi volti alla valorizzazione della lingua
materna e al suo uso formativo in armonia l'insegnamento curricolare
della lingua italiana.In tutti gli altri casi, si sono approntate
iniziative di recupero solo al presentarsi di gravi divari linguistici;
l'utilizzazione di personale specializzato non è stata contemplata
affatto, eccetto che per un caso, risoltosi positivamente proprio
grazie a questo intervento differenziato.
Per quanto concerne l'applicazione in ambito locale delle Circolari
Ministeriali da noi analizzate in un precedente capitolo di questo
lavoro di tesi, emerge una situazione di oggettiva impossibilità
ad applicare correttamente le direttive da esse impartite, poiché
la distribuzione stessa, frammentaria e diversificata secondo diverse
variabili (età, periodo di arrivo, lingua, situazione familiare,
politiche demografiche scolastiche, ecc.) contribuisce a rendere gli
interventi disorganici e isolatamente predisposti.
La complessità dei quadri presenti in ogni singola scuola,
pone in atto, nell'ambito dei diversi teams modulari, diverse strategie
di approccio al problema dell'inserimento di questi bambini e delle
loro istruzione in lingua italiana.
Comunque le dinamiche sociali in ambito scolastico si sono rivelate
ampiamente favorevoli al buon inserimento di questi bambini, il che
già predispone ad un ambiente di sereno scambio di esperienze
linguistiche, culturali ed affettive.
Nelle dinamiche di classe, solo il 4,7% dei bambini appartenenti al
nostro gruppo ha un ruolo di leader, molto più spesso hanno
un ruolo di gregario, soprattutto nei momenti di gioco; nessuno ha
un ruolo di capro espiatorio, a dimostrazione dell'effettivo inserimento
nel tessuto sociale delle classi.
La frequente scelta della voce "altro" (71,4%) da parte
degli insegnanti al momento della compilazione delle schede, ha dato
la possibilità di chiarire ulteriormente il ruolo rivestito
dai bambini in seno alla classe: gli insegnanti hanno spiegato che
i bambini appartenenti a questa tipologia di ruolo sociale sono pienamente
integrati nella classe, ed in essa non rappresentano una figura diversa,
lontana, in qualche modo speciale, quanto un esponente, un membro
attivo nell'ambito delle attività didattiche e ludiche. Infatti
l'85,6% dei bambini stranieri si inserisce bene nella classe di appartenenza,
solo il 14,4% incontra qualche difficoltà, dovuta soprattutto
a conflitti di natura egocentrica, non dovuti quindi alla mancata
accettazione del 'diverso' da parte degli altri bambini, quanto piuttosto
da atteggiamenti indotti dall'iperprotezione, soprattutto in casi
di bambini provenienti da famiglie adottive.
Nessuno incontra gravi difficoltà d'inserimento, anche nei
casi di alcuni bambini che presentano blocchi all'apprendimento della
lingua italiana, poiché tutti hanno trovato nell'ambito delle
classi un ambiente positivo di apertura e di valorizzazione delle
proprie esperienze, sia linguistiche che più generalmente culturali.
Per quanto concerne i risultati relativi al rendimento di questi bambini
nelle attività curricolari riguardanti le tre diverse aree
formative, i giudizi degli insegnanti sono stati sintetizzati mediante
le voci che in futuro saranno usate per la nuova scheda di valutazione,
e vedono il conseguimento del livello A (obiettivi pienamente raggiunti)
da parte del 9,5% degli alunni stranieri, nella sola Area Logico-Matematica;il
livello B (obiettivi raggiunti in modo soddisfacente) è stato
ottenuto, alla fine del Primo Quadrimestre, dal 38% degli alunni nell'Area
Linguistico-Espressiva, dal 33,3% nell'Area Logico-Matematica e dal
38% nell'Area Antropologica;il 47,6%, il 38% ed il 47% dei bambini
ha raggiunto sostanzialmente gli obiettivi prefissati (livello C)
rispettivamente nell'Area Linguistico-Espressiva, nell'Area Logico-Matematica
e nell'AreaAntropologica; un piùmodesto numero di bambini,
il 4,7% in ognuna delle tre Aree formative, ha conseguito il livello
D (obiettivi raggiunti solo in parte o in modo inadeguato);ed infine
nell'Area Linguistico-espressiva non ha raggiunto gli obiettivi fissati
(livello D) il 9,5%, nell'Area Logico-Matematica ha conseguito analoghi
risultati il 14,3% e nell'Area Antropologica il 9,5% dei bambini oggetto
della nostra rilevazione.
Questi risultati devono necessariamente essere letti inserendoli nel
quadro statistico che sin qui si è andato via via formando:
perciò, il conseguimento da parte di un numero ragguardevole
di bambini dei livelli centrali, intermedi, il livello B e quello
C, mentre il fallimento nel raggiungere gli obiettivi (livelli D ed
E) da parte di un minor numero di alunni stranieri, sta ad indicare
innanzitutto che i curricoli messi in atto dagli insegnanti, si sono
rivelati produttivi anche nei confronti degli alunni portatori di
diverse istanze culturali e linguistiche; in secondo luogo che l'ambiente
scolastico in generale, visto soprattutto come luogo di confronto
e condivisione di differenti e nuove esperienze, è stato posto
alla base di ogni possibile iniziativa di educazione linguistica,
come vivo luogo di comunicazione; ed infine che le famiglie stesse,
essendo per la maggior parte impegnate nella collaborazione formativa
con la scuola hanno apportato un potente impulso all'effettivo successo
scolastico dei bambini.