Il Bilinguismo Precoce e L'Insegnamento della Lingua Italiana come Lingua Straniera
di Claudia Valentini
 
 

Tesi di Laurea in Lingue e Letterature Straniere
Università degli Studi dell'Aquila
AA 1992-1993

RISULTATI DELLA RICERCA

Analisi dei dati sociolinguistici
Dati relativi alla situazione scolastica


Nell'esaminare i dati relativi alla situazione scolastica relativa ai bambini appartenenti al nostro gruppo, bisogna innanzitutto dare un quadro generale della presenza di bambini stranieri nell'insieme del sistema scolastico elementare del Comune dell'Aquila.
La distribuzione dei soggetti da noi reperiti nell'ambito dei differenti Circoli Didattici e nei singoli plessi, ci mostra che, su una popolazione scolastica totale di 3505 alunni nell'intero Comune, e, nello specifico delle scuole interessate al fenomeno della presenza di alunni stranieri, su una popolazione di 1026 unità, vi sono solo 21 bambini che richiedono un intervento linguistico differenziato (il 6,1% della popolazione scolastica dell'intero Comune e il 2% della popolazione relativa alle scuole elementari contattate).
Più precisamente, nella scuola elementare De Amicis, appartenente al Primo Circolo, i bambini stranieri sono poco più dell'1% rispetto alla popolazione totale, sono bambini di differenti etnie, tre di questi, fratelli, a causa della differente fascia d'età e del diverso periodo di arrivo, nonostante l'appartenenza allo stesso ceppo linguistico, sono stati inseriti in classi diverse; nelle scuole elementari del Secondo Circolo, S. Barbara e S.Sisto, i bambini stranieri sono l'1,5%, nella scuola di S. Barbara sono presenti due fratelli adottivi di identica provenienza geografica, pervenuti in Italia nello stesso periodo e di analogo iter scolastico, i quali sono tuttavia inseriti in due classi differenti;nella scuola di Paganica, appartenente al Quarto Circolo, sono presenti l'1,8 % di bambini stranieri, provengono tutti dalla stessa area geografica, tre di questi hanno la stessa età, non vi è stato comunque nessun accorpamento in seno alla medesima classe;nelle scuole di Pile e Villa Gioia, relative al Quinto Circolo Didattico, i bambini sono il 2% della popolazione totale, provengono da differenti ambiti linguistici ed hanno età e periodi di arrivo differenziati;
ad Aragno e Colle S. Giacomo, facenti parte del Settimo Circolo, i bambini stranieri sono l'1,75%, sono di differenti etnie e sono dislocati nei due diversi plessi nel numero di uno ad Aragno e uno a Colle S.Giacomo;infine nella scuola di Civita di Bagno del Nono Circolo Didattico sono iscritti il 7,2% di bambini stranieri: sono fratelli provenienti dallo stesso Paese, pervenuti in Italia contemporaneamente, sono tuttavia inseriti in classi diverse per una elevata differenza di età.
Stabilito che gli alunni frequentanti le scuole del Comune dell'Aquila provengono da innumerevoli, diversi ambiti territoriali e linguistici, resta da esaminare l'età in cui è avvenuto l'arrivo in Italia poiché da questa dipende il livello di scolarizzazione, che almeno ipoteticamente, dovrebbe essere stato raggiunto nelle istituzioni scolastiche all'estero.
Nessun bambino appartenente al gruppo è giunto in Italia nella prima infanzia, il 19% è pervenuto al tempo della frequenza alla scuola materna, il 28,6% è stato scolarizzato in Italia, essendo arrivato in concomitanza con il primo ingresso nella scuola elementare, un numero maggiore, il 38% è giunto in Italia durante le scuole elementari e il 14,4% è iscritto nelle scuole del comune dell'Aquila da meno di un anno scolastico.
Precedentemente all'arrivo in Italia, solo il 45,5% aveva una scolarità pregressa: il 4,75% aveva frequentato la scuola dell'infanzia, il 33,4% erano in possesso di titoli di studio parificabili al nostro livello d'istruzione elementare, solo il 4,7% proveniva dalle scuole medie, ma la maggioranza dei bambini non aveva avuto una precedente istruzione (57%).
Attualmente il 19% frequenta la classe Prima, il 28,6% la Seconda, la maggioranza, il 33,4% è inserito in Terza, solo il 9,5% nella Quarta ed altrettanti la Quinta elementare. Non ci sono casi di anticipo scolastico, mentre, al momento dell'iscrizione nelle scuole aquilane, ben il 62%, la maggioranza dei bambini, è stato inserito in classi inferiori per età o per scolarità pregressa, solo il 38% è iscritto e frequenta la classe adeguata.
Nel 38% dei casi sono stati effettuati interventi di recupero linguistico, sia al momento del primo ingresso nelle scuole italiane, sia con progetti a lungo termine attuati nelle ore di compresenza dell'orario modulare. Fra i teams modulari contattati c'è stato solo un caso in cui si sono attuati interventi volti alla valorizzazione della lingua materna e al suo uso formativo in armonia l'insegnamento curricolare della lingua italiana.In tutti gli altri casi, si sono approntate iniziative di recupero solo al presentarsi di gravi divari linguistici; l'utilizzazione di personale specializzato non è stata contemplata affatto, eccetto che per un caso, risoltosi positivamente proprio grazie a questo intervento differenziato.
Per quanto concerne l'applicazione in ambito locale delle Circolari Ministeriali da noi analizzate in un precedente capitolo di questo lavoro di tesi, emerge una situazione di oggettiva impossibilità ad applicare correttamente le direttive da esse impartite, poiché la distribuzione stessa, frammentaria e diversificata secondo diverse variabili (età, periodo di arrivo, lingua, situazione familiare, politiche demografiche scolastiche, ecc.) contribuisce a rendere gli interventi disorganici e isolatamente predisposti.
La complessità dei quadri presenti in ogni singola scuola, pone in atto, nell'ambito dei diversi teams modulari, diverse strategie di approccio al problema dell'inserimento di questi bambini e delle loro istruzione in lingua italiana.
Comunque le dinamiche sociali in ambito scolastico si sono rivelate ampiamente favorevoli al buon inserimento di questi bambini, il che già predispone ad un ambiente di sereno scambio di esperienze linguistiche, culturali ed affettive.
Nelle dinamiche di classe, solo il 4,7% dei bambini appartenenti al nostro gruppo ha un ruolo di leader, molto più spesso hanno un ruolo di gregario, soprattutto nei momenti di gioco; nessuno ha un ruolo di capro espiatorio, a dimostrazione dell'effettivo inserimento nel tessuto sociale delle classi.
La frequente scelta della voce "altro" (71,4%) da parte degli insegnanti al momento della compilazione delle schede, ha dato la possibilità di chiarire ulteriormente il ruolo rivestito dai bambini in seno alla classe: gli insegnanti hanno spiegato che i bambini appartenenti a questa tipologia di ruolo sociale sono pienamente integrati nella classe, ed in essa non rappresentano una figura diversa, lontana, in qualche modo speciale, quanto un esponente, un membro attivo nell'ambito delle attività didattiche e ludiche. Infatti l'85,6% dei bambini stranieri si inserisce bene nella classe di appartenenza, solo il 14,4% incontra qualche difficoltà, dovuta soprattutto a conflitti di natura egocentrica, non dovuti quindi alla mancata accettazione del 'diverso' da parte degli altri bambini, quanto piuttosto da atteggiamenti indotti dall'iperprotezione, soprattutto in casi di bambini provenienti da famiglie adottive.
Nessuno incontra gravi difficoltà d'inserimento, anche nei casi di alcuni bambini che presentano blocchi all'apprendimento della lingua italiana, poiché tutti hanno trovato nell'ambito delle classi un ambiente positivo di apertura e di valorizzazione delle proprie esperienze, sia linguistiche che più generalmente culturali.
Per quanto concerne i risultati relativi al rendimento di questi bambini nelle attività curricolari riguardanti le tre diverse aree formative, i giudizi degli insegnanti sono stati sintetizzati mediante le voci che in futuro saranno usate per la nuova scheda di valutazione, e vedono il conseguimento del livello A (obiettivi pienamente raggiunti) da parte del 9,5% degli alunni stranieri, nella sola Area Logico-Matematica;il livello B (obiettivi raggiunti in modo soddisfacente) è stato ottenuto, alla fine del Primo Quadrimestre, dal 38% degli alunni nell'Area Linguistico-Espressiva, dal 33,3% nell'Area Logico-Matematica e dal 38% nell'Area Antropologica;il 47,6%, il 38% ed il 47% dei bambini ha raggiunto sostanzialmente gli obiettivi prefissati (livello C) rispettivamente nell'Area Linguistico-Espressiva, nell'Area Logico-Matematica e nell'AreaAntropologica; un piùmodesto numero di bambini, il 4,7% in ognuna delle tre Aree formative, ha conseguito il livello D (obiettivi raggiunti solo in parte o in modo inadeguato);ed infine nell'Area Linguistico-espressiva non ha raggiunto gli obiettivi fissati (livello D) il 9,5%, nell'Area Logico-Matematica ha conseguito analoghi risultati il 14,3% e nell'Area Antropologica il 9,5% dei bambini oggetto della nostra rilevazione.
Questi risultati devono necessariamente essere letti inserendoli nel quadro statistico che sin qui si è andato via via formando: perciò, il conseguimento da parte di un numero ragguardevole di bambini dei livelli centrali, intermedi, il livello B e quello C, mentre il fallimento nel raggiungere gli obiettivi (livelli D ed E) da parte di un minor numero di alunni stranieri, sta ad indicare innanzitutto che i curricoli messi in atto dagli insegnanti, si sono rivelati produttivi anche nei confronti degli alunni portatori di diverse istanze culturali e linguistiche; in secondo luogo che l'ambiente scolastico in generale, visto soprattutto come luogo di confronto e condivisione di differenti e nuove esperienze, è stato posto alla base di ogni possibile iniziativa di educazione linguistica, come vivo luogo di comunicazione; ed infine che le famiglie stesse, essendo per la maggior parte impegnate nella collaborazione formativa con la scuola hanno apportato un potente impulso all'effettivo successo scolastico dei bambini.

 
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