Il Bilinguismo Precoce e L'Insegnamento della Lingua Italiana come Lingua Straniera
di Claudia Valentini
 
 

Tesi di Laurea in Lingue e Letterature Straniere
Università degli Studi dell'Aquila
AA 1992-1993

RISULTATI DELLA RICERCA
Analisi dei dati glottodidattici
Abilità orali

La rilevazione dei dati riguardanti le abilità linguistiche orali attinenti ai bambini che appartengono al nostro campione, ha raccolto dati quanto più oggettivi possibile sulle capacità di comprensione di testi orali nelle diverse lingue e dell'uso di queste nella produzione orale nell'ambito di vari contesti comunicativi.
La maggioranza dei bambini, il 32,5%, comprende la lingua italiana corrente.
Questi bambini hanno raggiunto un livello di analisi dei messaggi orali, che permette loro il positivo inserimento in ogni situazione comunicativa gestita in lingua italiana, poiché sono capaci di seguire il fluire del messaggio e di comprenderne il contenuto.
Il 18,6% comunque comprende la lingua italiana semplificata, nel senso di una lingua modificata sia nella struttura sintattica, che nella scelta del lessico, che nella velocità di esecuzione.
Il dialetto è facilmente compreso dal 4,6% dei bambini; solo il 2,3% di essi comprende la sola lingua materna.
La comprensione dei testi è facilitata spesso dall'uso di messaggi gestuali da parte dell'emittente, infatti il 23,2% dei bambini coglie il senso del messaggio attraverso questo agevolatore referenziale.
Bisogna inoltre notare che il 66% dei bambini comprende più varietà linguistiche dell'italiano, ovvero, in numero minore, anche un'altra lingua straniera. Lo stesso fenomeno è presente anche nelle attività di produzione orale, con la medesima percentuale di soggetti.
Il discorso si fa più complesso nell'analizzare le abilità di produzione orale. Infatti, oltre ad analizzare l'uso di sette diverse varietà linguistiche nei diversi contesti comunicativi, si è cercato di far luce anche su abilità, quali la pronuncia e la capacità di lettura.
Nel caso della prima, si è riscontrato che il 18,5% dei bambini appartenenti al campione ha una pronuncia assimilabile quella di un italiano nativo; la percentuale più alta è stata rilevata nella voce relativa all'inserzione nel continuum fonico prodotto dai bambini, di fonemi stranieri (40,7%); nell'11,1% dei casi la pronuncia non è ritenuta assimilabile a quella dell'italiano corrente, l'inflessione dialettale è presente nel 3,7% dei casi esaminati, mentre al modalità "altro", che può indicare un ampio campo di alternanza fonica dall'italiano standard alla lingua straniera italianizzata, è stata indicata per il 25,9% dei casi presi in esame.
Per quel che concerne la lettura, certamente essa implica tutta una serie di competenze concorrenti, che non hanno a che fare solo con la capacità di produzione orale, quanto piuttosto con l'uso interattivo dell'abilità di comprensione scritta, la quale implica la decodificazione del testo scritto e la sua relazione all'ambito dei significati, e della capacità di dare un senso, tramite anche la scansione prosodica, a quanto prodotto oralmente. I dati relativi alla lettura sono inseriti nel paragrafo di analisi dei dati attinenti le abilità scritte.
Per quel che riguarda l'uso delle diverse lingue o varietà linguistiche nelle numerose situazioni comunicative, bisogna innanzitutto sottolineare che il 66% dei bambini alterna l'uso di due o più varietà linguistiche, il più delle volte il dialetto contemporaneo e l'italiano.
Inoltre, la voce relativa all'uso del dialetto arcaico è, per quel che concerne la nostra ricerca, nulla, poiché l'uso di tale varietà, ad appannaggio esclusivo dei migranti di ritorno, non trova riscontro nell'unico soggetto del campione appartenente a data categoria.
L'italiano standard è parlato dal 31,5% dei bambini appartenenti al nostro campione, sia nella situazione comunicativa scolastica, che con i compagni, nella misura del 39,9% e del 38,6% rispettivamente con gli insegnanti e nelle attività didattiche, per il 33,2% nelle attività ludiche.
L'italiano adattato ad un'altra lingua, l'interlingua di transizione fra lingua materna e lingua seconda, viene usato nel 23,6% dei casi nell'ambito comunicativo scolastico e con i membri del gruppo-classe, in numero più elevato, nel 29,9%, con gli insegnanti, mentre nella misura del 28,9% e del 24,9% rispettivamente nelle attivit didattiche e nelle attività ludiche.
In ogni ambito comunicativo di quelli da noi considerati, l'uso della forma dialettale contemporanea è alquanto ristretto. Infatti, a scuola e con i compagni, il dialetto viene usato dal 7,9% dei bambini appartenenti al nostro campione, con gli insegnanti il dialetto viene usato nel 9,9% dei casi, nelle attività didattiche solo nel 6,4% dei casi e nel gioco l'8,4%.
Le lingue straniere, sia europee che extraeuropee sono quasi del tutto escluse dall'uso nelle comunicazioni che hanno luogo in ambito scolastico. Infatti a scuola vengono usate per il 7,8%, unicamente con i compagni, nel 5,2% dei casi, e nei momenti di gioco, il 2,7%. Con gli insegnanti e nelle attività didattiche queste lingue non vengono usate.
La modalità espressiva gestuale viene adottata ogni qual volta c'è bisogno di un supporto comunicativo, pertanto viene usata mediamente nella misura del 24,5%, comunque soprattutto con i compagni (28,9%) e nelle attività ludiche (24,9%).
La chiusura alla comunicazione in ambito scolastico, si verifica solo nel 2,6% dei casi


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