Il Bilinguismo Precoce e L'Insegnamento della Lingua Italiana come Lingua Straniera
di Claudia Valentini
 
 

Tesi di Laurea in Lingue e Letterature Straniere
Università degli Studi dell'Aquila
AA 1992-1993

RISULTATI DELLA RICERCA
Analisi del sub-campione di bambini naturalizzati


In fase preliminare di contatto con le Direzioni Didattiche, dopo aver proceduto alle rilevazioni dei casi dai registri di iscrizione, secondo i parametri stabiliti dalla campionatura, sono emersi ben 10 casi di bambini i quali, benché avessero nome straniero e/o luogo di nascita estero, potevano considerarsi, sia sotto il profilo sociologico, che sotto quello linguistico, cittadini madrelingua italiani a tutti gli effetti.
Nell'ambito di questo sub-campione si possono tratteggiare tre categorie differenti:
a) adottati in età neonatale;
b) emigrati di seconda generazione;
c) elementi di famiglie miste.
Nella categoria a), si possono inserire 6 bambini, 4 maschietti e 2 bambine, tutti provenienti dall'America Latina, adottati da neonati, perfettamente naturalizzati italiani, ben scolarizzati in lingua italiana, monolingui, appartenenti a famiglie socialmente ed economicamente stabili, ben integrati nel tessuto socioculturale aquilano.
La categoria b), quella degli emigrati di seconda generazione, e' costituita da 3 bambini, un maschietto e due bambine, figli di stranieri emigrati da più di 10 anni e stabilizzatisi a l'Aquila, che lavorano nel settore commerciale. I bambini sono nati a L'Aquila, qui hanno frequentato la scuola materna, sono stati scolarizzati in lingua italiana ed attualmente si possono definire totalmente naturalizzati. Il loro essere monolingui italiani perfetti, deriva da una scelta preliminare familiare, dovuta al desiderio di totale integrazione per la propria famiglia, ed al rinforzo della competenza linguistica in lingua materna-italiano dovuto all'uso della lingua nazionale in ogni situazione comunicativa e nell'ambito della comunicazione mediata scritta appresa a scuola. Infine, per l'ultima categoria, bisogna segnalare il caso di un bambino di sei anni, proveniente da famiglia mista, con madre italiana e padre algerino, che da sempre è stato educato nella lingua "materna". Questo bambino vive una storia familiare di abbandono e degrado, al punto da presentare un quadro socio-psicologico molto alterato, comunque del tutto indipendente dalle sue competenze linguistiche e dalla sua situazione di inserimento scolastico. Si è ritenuto utile citare anche questo sub-campione, perché potrebbe essere considerato significativo sotto l'aspetto socio-antropologico relativo alle problematiche dello sradicamento culturale e della naturalizzazione.
Questi bambini, etnicamente, potrebbero essere portatori di istanze culturali nuove, invece vengono, per fatti economici contingenti, o per supposti aspetti affettivi, risucchiati nel tessuto sociolinguistico dell'Italia contemporanea. essi dimenticano inconsapevolmente le proprie radici, in vista di un'educazione monolingue e monoculturale in una lingua e di una cultura sentita comunque più prestigiosa, diventano quindi oggetto di una forzata giustapposizione di eredità culturali.
Sebbene attualmente siano considerati alunni come tutti gli altri, spesso siano molto benvoluti grazie al loro aspetto esotico, possono tuttavia essere oggetto di stereotipi culturali e, nel lungo periodo, potrebbero negativizzare questo loro forzato monoculturalismo; la loro condizione potrebbe invece evolversi, nel loro divenire una soluzione vivente ai possibili conflitti inter-etnici, proprio in forza di queste loro propaggini nel ambito sociale italiano: ciò potrebbe accadere, però, solo nella valorizzazione delle eredità culturali delle loro radici.
Se è vero quindi che la lingua è veicolo privilegiato della cultura, certamente questi bambini nativizzati, non conoscendo nemmeno la loro lingua originaria, non valorizzeranno appieno tutte le proprie potenzialità in vista di una educazione multietnica e multiculturale.

Cyberamici Avventure bambini Roba da Maestre Per noi Genitori A tutto Web!

Tutte le grafiche, i testi, i contenuti multimediali © Claudia Valentini 1997-2003