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CONCLUSIONE
  
Il tessuto
sociale dell'Aquila è attualmente caratterizzato da profonde trasformazioni
che configurano una singolare condizione di complessità.
Uno degli indicatori di tale situazione è l'accentuarsi delle istanze
multiculturali e plurietniche, le quali si riflettono in modo differenziato
nelle diverse realtà sociali e culturali compresenti nella società aquilana.
La ricerca svolta nelle scuole del Comune dell'Aquila ha messo in luce
la coesistenza sul territorio di scenari qualificati dal nascere delle
disomogeneità connesse ai dislivelli economici, sociali e culturali.
Abbiamo cercato di comprendere come la dimensione sociale della valorizzazione
e lo sviluppo della funzione cognitiva del linguaggio interagiscono a
determinare bilinguismo precoce di taluni individui.
I fattori sociali sono principalmente responsabili delle conseguenze negative
dell'esperienza bilingue, perché una armonica personalità bilingue si
sviluppa dall'acquisizione della lingua seconda in un ambiente sociale
favorevole. Si sono tenuti presenti i molteplici aspetti sociolinguistici
del fenomeno bilinguismo precoce soprattutto nell'analisi delle problematiche
concernenti l'insegnamento della lingua italiana come lingua seconda.
Si è notato, nel contesto di osservazione della nostra ricerca, che la
fenomenologia dei rapporti con l'italiano lingua straniera è stata determinata
dalle condizioni sociali dei singoli bilingui isolati. Vale a dire che
il prevalere di una delle possibili funzioni della lingua (strumento di
gioco, di autoaffermazione, di integrazione, di mimetismo, ecc.) va in
generale ricondotto e spiegato sullo sfondo dei dati sociali. O meglio:
sono questi ad operare il primo condizionamento, mentre l'acquisizione
della lingua italiana può diventare un fattore importante ed influire
poi a sua volta sul comportamento sociale degli alunni in ambito scolastico
e nella più ampia compagine sociale.
Infatti sul piano sociale e psicologico, capire la lingua degli altri
vuol dire che si è in grado di avvertirne i sentimenti, di sentirne il
rispetto come persone umane, di accettarne la coesistenza, di apprezzarne
gli aspetti positivi, di tollerarne i difetti, di proporre scambi di collaborazione;
sul piano più propriamente intellettivo, significa penetrare altre forme
di pensiero, allargare l'orizzonte per una visione del mondo più profonda
e consapevole, maturare il senso critico verso la realtà circostante,
contribuire a costruire un mondo migliore per sé e per gli altri.
Il modo in cui ogni bambino percepisce sé stesso nella sua situazione
sociale ed educativa costituisce una condizione essenziale per la sua
maturazione e crescita personale. Sembra chiaro che, chi possiede l'abilità
di parlare una o più lingue, è in grado di capire culture, modi di pensare,
e forme di vita sociale diverse dalla propria. Questo crea le condizioni
ideali per comprendere meglio cosa accade nel mondo e come far fronte,
con strumenti ed atteggiamenti adeguati, ai problemi posti da società
complesse come la nostra: cogliere la propria identità culturale ed i
valori propri della comunità di appartenenza, non è in forma esclusiva
ed etnocentrica, ma in vista della comprensione di comunità e di culture
diversa della propria. Ogni sistema linguistico rappresenta infatti un
modo di interpretare la realtà, di vivere i rapporti sociali e di esprimere
idee, sentimenti ed abitudini individuali e collettive.Dai bambini stessi
la lingua è sempre stata avvertita - date le quotidiane esperienze scolastiche
- come un fenomeno di grande importanza. Così per esempio la presa di
coscienza dell'impatto con la nuova realtà del paese di accoglimento può
avvenire proprio attraverso la prima percezione dei suoni della lingua
straniera. Oppure le difficoltà d'ambientamento vengono messe in rapporto
con l'incomprensione della lingua locale.
Inoltre si è sfiorato il campo della forte conflittualità psicologica
fra progetti educativi e mondo dell'identificazione affettiva alle cui
dinamiche intrapsichiche la lingua è fortemente ancorata. Tutto ciò premesso,
sul piano più strettamente didattico che linguistico, è apparso fondamentale
elaborare un modello di intervento guidato in grado di inserirsi armonicamente
nella struttura in fermento della nuova scuola italiana. Si è pertanto
cercato di sondare l'ipotesi di una didattica fondata sulla specificità
dell'acquisizione dell'italiano come lingua seconda, considerando tutti
i diversi aspetti di tale specificità, non ultimo quello della complessa
integrazione con il vissuto linguistico e culturale pregresso.
Si è parlato non solo dei bisogni comunicativi e delle motivazioni ad
apprendere la lingua italiana, ma anche del contesto socio-culturale originario
dei migranti e del loro vissuto nella società ospite, quella aquilana.La
scuola, in tale quadro, si è impegnata a svolgere un ruolo di attiva presenza
per la piena affermazione del significato e del valore della personalità
in fieri di ogni alunno, secondo i principi di uguaglianza, libertà e
solidarietà.
Grazie al confronto tra le lingue-culture a contatto, tutti gli allievi
dovrebbero giungere ad impossessarsi di adeguati strumenti per individuare
i valori e disvalori della propria ed altrui culture, per tutelare ed
arricchire la propria identità nel rispetto delle diversità, per dialogare
e collaborare con altri individui e con altri gruppi.Inoltre ogni apprendimento
di nuovi contenuti culturali porta facilmente con sé un mutamento della
distribuzione delle funzioni linguistiche all'interno del repertorio verbale
dell'intera comunità scolastica, con un conseguente aumento dell'uso di
varietà funzionali dell'italiano standard negli alunni stranieri e un
incremento della funzione metalinguistica nell'intera popolazione degli
alunni coinvolti.
Il bi-plurilinguismo, visto in quest'ottica di educazione linguistica
bilingue, per tutti gli alunni, non solo per gli stranieri che, per contingenti
motivi si vengono a trovare sul territorio, diviene il risvolto di un
bi-pluriculturalismo, significa perciò coscienza e conoscenza attiva di
altri modi di concepire e organizzare l'esistenza individuale e sociale,
nonché possesso di un patrimonio di comportamenti, atteggiamenti e prodotti
culturali che lo studio della lingua-civiltà ha reso accessibili.
Uno studio integrato della lingua materna e della lingua straniera-italiano,
diviene il miglior antidoto contro ogni forma di colonialismo linguistico
e culturale.Le scuole del Comune dell'Aquila, si sono dimostrate, nel
loro complesso, aperte alla promozione di un'autentica coscienza e cultura
multietnica.
Da quanto emerge dai risultati della nostra ricerca, l'insegnamento della
lingua italiana come lingua straniera impartito ai bilingui presenti sul
territorio si svolge positivamente in un ambiente in cui si respira una
condivisa e sistematica apertura alle radici culturali e alle diversità
linguistiche, ai problemi, alle speranze di ogni alunno straniero. Lo
sviluppo delle capacità linguistiche (abilità di verbalizzazione, abilità
di comprensione nei due momenti dello scritto e del parlato, sia quantitative
che qualitative) è poi condizionato almeno in qualche misura dall'ambiente
micro-sociologico di provenienza (famiglia, relazioni amicali, ecc.),
che interagisce in numerosi quadri di intersezione con l'ambiente scolastico,
con la fruizione di mezzi di comunicazione di massa,con le motivazioni
socioculturali date dall' eredità culturale, ecc.
I bambini bilingui precoci oggetto della nostra ricerca, pervenuti in
vario modo nella società ospite aquilana, hanno in generale teso ad abbandonare
la varietà linguistica nativa, relegandone l'uso a situazioni familiari
e talvolta all'interno di gruppi di coetanei ed a passare all'italofonia
ed a una certa conoscenza del dialetto aquilano o comunque dell'abito
territoriale di vita. Specificando, per questi bambini, l'italiano verso
cui convergere non è stato un italiano caratterizzato da influssi propri
della lingua di provenienza-appartenenza, bensì l'italiano regionale connotato
dai tratti dialettali di L'Aquila. L'adozione dell'italiano è stata sentita
dalle famiglie come promozione sociale verso un modello di società a cui
si tende ed i cui abiti e valori sono in qualche modo ritenuti superiori
agli abiti e valori della società nativa. La presenza nella scuola di
bambini stranieri, è fonte di una preziosa dinamica di rapporti e di interazioni
che, a sua volta, potrebbe essere occasione di maturazione per tutti,
dalla quale si potrebbe imparare a considerare ed a vivere la diversità
linguistica e culturale come una dimensione esistenziale e non come una
caratteristica emarginante. Nelle classi che hanno la fortuna di ospitare
bambini stranieri, si impara a convivere pacificamente, a valorizzare
le proprie identità etniche e linguistiche, ad acquisire progressivamente
il sentimento e le ragioni di una appartenenza più ampia, a porsi in proficuo
interscambio con le componenti di una nuova rete di relazioni sociali.
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