L’esperienza che i nostri bambini hanno
vissuto con gli amici del popolo Sahrawi ha lasciato un gioioso ricordo
ed i semi di una feconda speranza di pace per tutti i popoli del mondo.
Eventi come questo portano la scuola a riflettere di nuovo sulle proprie
finalità e sulle caratteristiche delle esperienze che si svolgono
al suo interno.
Nello specifico degli ordinamenti scolastici della scuola di base, si
parla di EDUCAZIONE INTERCULTURALE per descrivere tutte le possibili
formulazioni didattiche che possono essere progettate per sviluppare
una coscienza multiculturale e di sensibilizzazione alle tematiche della
democrazia, della fratellanza fra i popoli e della pace mondiale.
L’introduzione dello studio di una lingua straniera alle elementari
ed il bilinguismo alle medie rientra in questo piu’ ampio progetto dell’educazione
interculturale. Inoltre lo studio della storia e della geografia, unito
a quello delle scienze sociali, si intersecano con la piu’ comprensiva
EDUCAZIONE ALLA CONVIVENZA DEMOCRATICA, che investe tutte le aree disciplinari
della scuola di base.
Parlando di educazione interculturale, quindi, trattiamo di una progettazione
trans-disciplinare molto feconda di impegni e di corrispondenti esperienze
didattiche.
Per quel che concerne la scuola elementare, la finalità dell’educazione
interculturale, da perseguire nell’arco dei cinque anni , è quella
di conoscere e comprendere il mondo circostante, sia nella sua dimensione
spaziale, che nelle coordinate temporali, il tutto applicato alla comprensione
dei fenomeni che regolano la vita sociale piu’ vicina alle esperienze
quotidiane dei bambini.
Per i bambini, ad esempio, studiare una lingua straniera deve significare
non solo appropriarsi del linguaggio proprio di un altro popolo, ma
anche e soprattutto avvicinarsi alla cultura dei popoli che quella lingua
la parlano e la usano, come noi, per incontrare altre persone e parlare
con loro.
Traducendo questi concetti in operazioni didattiche, questo significa
avere sempre presente il PERCHE’ si sta scegliendo di insegnare una
data lingua e proprio quegli elementi comunicativi: la lingua viene
usata per comunicare. La sua FUNZIONE e’ questa, e gli esseri umani,
siano essi bambini o adulti comunicano principalmente per mettersi in
relazione, contatto, rapporto fra di loro, al fine di comunicare idee,
fatti, esperienze, sensazioni, ricordi…
La cultura è quindi un insieme complesso di memorie storiche,
di tradizioni, di usanze, di modi di pensare e di agire, che necessariemente
trovano nella lingua un veicolo di esperessione.
Diro’ di piu’, la portata dell’educazione interculturale si estende
ben al di la’ del pur positivo apprendimento strumentale di una o piu’
lingue straniere europee.
Per i bambini, percio’, avere contatti diretti con bambini provenienti
da altri paesi, siano essi comunitari od extracomunitari, contribuisce
alla comprensione di concetti che, purtroppo, a scuola sono ancora trasmessi
in modo indiretto e spesso teorico.
I programmi di scambio con le scuole estere, ad esempio, sono un potente
mezzo per rendere reale ed efficace l’educazione interculturale.
Inoltre i bambini che hanno la fortuna di avere a scuola compagni migranti,
sperimentano quotidianamente la realtà culturale di altri popoli.
Essi scoprono, vivendoci la scuola insieme, che queste persone sono
come noi e che, benche’ lontani dalla loro patria, condividono con noi
problemi e speranze, portando con se’ abitudini e tradizioni diverse
dalle nostre, ma non per questo migliori o peggiori.
La ricchezza creata dalla diversità culturale si realizza nello
sviluppo di una mentalità cosmpolita, che aiuta i bambini a trovare
una propira identità culturale, e contemporaneamente, li abitrua
a sentirsi, come e’ giusto che sia, tutti cittadini dello stesso grande
e meraviglioso mondo.