LA RICCHEZZA DELLA SOCIETA’ MULTICULTURALE

di Claudia Valentini

 
 

L’esperienza che i nostri bambini hanno vissuto con gli amici del popolo Sahrawi ha lasciato un gioioso ricordo ed i semi di una feconda speranza di pace per tutti i popoli del mondo.
Eventi come questo portano la scuola a riflettere di nuovo sulle proprie finalità e sulle caratteristiche delle esperienze che si svolgono al suo interno.
Nello specifico degli ordinamenti scolastici della scuola di base, si parla di EDUCAZIONE INTERCULTURALE per descrivere tutte le possibili formulazioni didattiche che possono essere progettate per sviluppare una coscienza multiculturale e di sensibilizzazione alle tematiche della democrazia, della fratellanza fra i popoli e della pace mondiale.
L’introduzione dello studio di una lingua straniera alle elementari ed il bilinguismo alle medie rientra in questo piu’ ampio progetto dell’educazione interculturale. Inoltre lo studio della storia e della geografia, unito a quello delle scienze sociali, si intersecano con la piu’ comprensiva EDUCAZIONE ALLA CONVIVENZA DEMOCRATICA, che investe tutte le aree disciplinari della scuola di base.
Parlando di educazione interculturale, quindi, trattiamo di una progettazione trans-disciplinare molto feconda di impegni e di corrispondenti esperienze didattiche.
Per quel che concerne la scuola elementare, la finalità dell’educazione interculturale, da perseguire nell’arco dei cinque anni , è quella di conoscere e comprendere il mondo circostante, sia nella sua dimensione spaziale, che nelle coordinate temporali, il tutto applicato alla comprensione dei fenomeni che regolano la vita sociale piu’ vicina alle esperienze quotidiane dei bambini.
Per i bambini, ad esempio, studiare una lingua straniera deve significare non solo appropriarsi del linguaggio proprio di un altro popolo, ma anche e soprattutto avvicinarsi alla cultura dei popoli che quella lingua la parlano e la usano, come noi, per incontrare altre persone e parlare con loro.
Traducendo questi concetti in operazioni didattiche, questo significa avere sempre presente il PERCHE’ si sta scegliendo di insegnare una data lingua e proprio quegli elementi comunicativi: la lingua viene usata per comunicare. La sua FUNZIONE e’ questa, e gli esseri umani, siano essi bambini o adulti comunicano principalmente per mettersi in relazione, contatto, rapporto fra di loro, al fine di comunicare idee, fatti, esperienze, sensazioni, ricordi…
La cultura è quindi un insieme complesso di memorie storiche, di tradizioni, di usanze, di modi di pensare e di agire, che necessariemente trovano nella lingua un veicolo di esperessione.
Diro’ di piu’, la portata dell’educazione interculturale si estende ben al di la’ del pur positivo apprendimento strumentale di una o piu’ lingue straniere europee.
Per i bambini, percio’, avere contatti diretti con bambini provenienti da altri paesi, siano essi comunitari od extracomunitari, contribuisce alla comprensione di concetti che, purtroppo, a scuola sono ancora trasmessi in modo indiretto e spesso teorico.
I programmi di scambio con le scuole estere, ad esempio, sono un potente mezzo per rendere reale ed efficace l’educazione interculturale.
Inoltre i bambini che hanno la fortuna di avere a scuola compagni migranti, sperimentano quotidianamente la realtà culturale di altri popoli.
Essi scoprono, vivendoci la scuola insieme, che queste persone sono come noi e che, benche’ lontani dalla loro patria, condividono con noi problemi e speranze, portando con se’ abitudini e tradizioni diverse dalle nostre, ma non per questo migliori o peggiori.
La ricchezza creata dalla diversità culturale si realizza nello sviluppo di una mentalità cosmpolita, che aiuta i bambini a trovare una propira identità culturale, e contemporaneamente, li abitrua a sentirsi, come e’ giusto che sia, tutti cittadini dello stesso grande e meraviglioso mondo.

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