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LA STORIA DEL NOVECENTO E' LA STORIA DELLA FAMIGLIA
DEI NOSTRI BAMBINI di Claudia Valentini |
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Questo intervento nasce dall'esigenza
si comunicare una serie di riferimenti scaturiti da un corso di formazione
che ho seguito recentemente, sull'insegnamento della storia nella nostra
scuola.
Nell'ultimo A.S. il Ministero della Pubblica Istruzione ha diramato delle direttive e delle circolari per dare un impulso al dibattito intorno alla didattica della storia ed anche per modificare la periodizzazione dei programmi, che finora avevano mortificato la storia contemporanea. Nella scuola elementare queste innovazioni non portano sostanziali cambiamenti, perchè è dai Programmi del 1985 che la storia viene insegnata partendo dal vissuto prossimo del bambino, con la finalità di fargli scoprire le linee di continuità-discontinuità problema dei fenomeni del mondo che lo circonda. Non ha senso un discorso didattico per discipline, fra le quali stesse anche la storia, perchè queste sono realtà che nella vita di qualsiasi essere umano si intersecano e si intessono indissolubilmente. Dirò di più, la dimensione storica, attraversa tutte le discipline vediamo, ad esempio, l'identità del testo narrativo in lingua italiana e la narrazione propria delle cronache storiche, oppure la causalità degli esperimenti scientifici che si può rintracciare nella chiave di lettura di alcuni fenomeni storici, e via dicendo. Nella scuola elementare, quindi, lo studio della storia deve essere necessariamente proposto in unitarietà con le altre discipline le realizzato mediante una pratica didattica per progetti interdisciplinari.Ma ritorniamo al punto fondamentale: l'esigenza di calibrare l'insegnamento della storia ai meccanismi di apprendimento propri dei bambini di questa fascia di età. Infatti i nostri bambini percepiscono la storia come una serie di eventi, connotati emotivamente, molto vicini al loro vissuto reale e quotidiano. Toccherò qui solo dei punti fondamentali, perchè il discorso potrebbe diventare molto complesso, come amplissimo è l'attuale dibattito su queste problematiche. IDENTITA': la dimensione storica è una delle coordinate fondamentali sulla quale di basa la strutturazione dell'identità personale del bambino. MEMORIA: riappropriarsi del proprio vissuto come memoria di eventi legati per ricostruire la storia per poi trasferire questa abilità alla memoria culturale del priprio contesto di vita: la famiglia e la realtà territoriale. DIFFERENZA: la scoperta di similarità e di differenze nei diversi periodi storici, che agevola la comprensione dei fenomeni sociali della vita contemporanea. CONTINUITA': rilevare linee di collegamento fra eventi e periodi potenzia la percezione del fluire del tempo in relazione al proprio vissuto. INTERDIPENDENZA: comprendere, mediante lo studio di numerosi modelli, la rete di relazioni e di cause-effetto che regolano anche i fenomeni socio storici, agevola una pi- consapevole lettura della vita contemporanea. GLOBALITA': auto-costruire il sapere nel senso di unità globale del sè‚ proprio di ogni bambino e contemporaneamente scoprire l'appartenenza ad un mondo globalmente interrelato e sempre presente nelle esperienze conoscitive quotidiane. OPERATIVITA': permettere la sperimentazione concreta di fenomeni legati alla storia, attuando il metodo della ricerca storica. Tutto implica per il bambino il diventare un "piccolo storico" e usare tutte le competenze man mano acquisite per comprendere i fenomeni via via più complessi. Il compito degli insegnanti in tutto ciò? Creare progetti calibrati alla realtà territoriale di vita del bambino, ad esempio nello studio delle tradizioni locali. Fornire significati e chiavi di lettura e di indagine, favorire acquisizioni di metodi di lavoro pi che di contenuti, trasmettere il piacere della scoperta e della comprensione degli indizi storici presenti sul territorio, ritrovare in fine il piacere della narrazione anche come momento conclusivo e trasparentemente desscrittivo di tutto il processo di ricerca storica .
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© Claudia Valentini 1997-2003